“Il silenzio perfetto” su “Il Tirreno”

gennaio 29th, 2010 di Chiara Fattori

Su “Il Tirreno” di ieri, giovedì 28/01/2010, un articolo su Il silenzio perfetto di Ilaria Mazzeo.
Qua sotto l’immagine (cliccate per ingrandirla) e la trascrizione del testo.

Il disagio esistenziale di chi aspira ad amori impossibili

PISTOIA – Con “Il silenzio perfetto”, Ilaria Mazzeo bussa alla porta dei romanzieri. La Mazzeo è una scrittrice 30enne, nata a Pistoia e residente a Roma, dove lavora come consulente presso il Ministero dell’economia. Prima di questa prova, ha pubblicato vari racconti nell’antologia “Scrittori sommersi”, “Il silenzio perfetto” (Intermezzi editore) è stato recentemente presentato alla libreria pistoiese “Lo Spazio”.
Tema di questo romanzo è una sorta di esistenziale disagio, di oggi e di sempre, di chi vive le difficoltà nei rapporti familiari e di chi aspira ad amori impossibili. La scrittura si mostra agile, frutto di una acquisita raffinatezza formale, mentre una velata ironia sdrammatizza le tristi vicende e porge implicita la speranza.
«Se letterariamente dovessi indicare una sorella maggiore – confessa la nostra autrice – direi Françoise Sagan, perché anche lei ha sviluppato le mie stesse tematiche, invitando alla riflessione in una prosa elegante e ironica».
La vita guida le azioni, per non dire le decisioni che ognuno prende ogni giorno, mentre gli avvenimenti, d’improvviso, si fanno precipitosi e tu non puoi certo decidere il passato. Perché di fatto, la vita ci riserva troppi imprevisti che finiscono per abbattere ciò che di buono e bello aveva promesso e pure fatto intravedere. Ginevra, la protagonista, non dimenticherà mai il fratello Giorgio morto all’apice della propria realizzazione e accetterà come sviluppo fatale l’allontanamento dell’amato Gianluca. Alla fine dirà: «Si paga tutto nella vita». Sarà dunque riassorbita in una solitudine cosmica, in un silenzio perfetto, un infinito leopardiano eroicamente accettato. Tanto eroico da voler ricominciare. Ma le tante altre figure che hanno fatto corona alla sua vita scompariranno ad una ad una. A partire dal padre Giovanni che si è separato e riapparirà più fugace di una meteora: la madre Vera, per natura scostante, e tutti gli altri personaggi ridotti a folgie d’autunno, tutti comparse d’occasione nel teatro della vita.
Per capire il proprio rapporto tra sé e il mondo, ginevra che parla in prima persona, tende a vivisezionare situazioni e persone, ma alla fine il quadro d’insieme ha vivezza d’immagini e rapidità di racconto. Proprio in quell’eroismo in cui trovare, più che la forza, la dignità di non farsi fagocitare e mettersi in ascolto di una rinascita, sta il messaggio di questo romanzo breve. (Paolo Gestri)

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