maggio 27th, 2008 di Chiara Fattori
E’ in uscita il primo libro edito da Intermezzi Editore. Questa, più o meno, la quarta di copertina:
Damiano Andreini è nato nella provincia di Firenze il 22 Luglio del 1972. Ha vissuto a lungo nella periferia di un importante centro industriale della Toscana, a metà strada fra Firenze e Pisa. Terminati gli studi secondari, ha lasciato la zona industriale per dedicarsi all’agriturismo e alla storia dell’arte italiana. Attualmente è accompagnatore turistico e docente di Storia dell’Arte in una scuola media superiore della provincia di Pisa.
Dalla sua passione per la Toscana nasce Slowtuscany, un insolito viaggio fatto di orizzonti noti e pure di strade, storie, borghi e personaggi meno conosciuti, non per questo meno affascinanti. La Toscana “raccontata” da Damiano Andreini in questo libro non ne fa una guida, non in senso tradizionale. Sensazioni, impressioni, riflessioni animano le storie e i luoghi che popolano queste pagine e che sono offerte al lettore in un invito a condividerne poi, dal vero, le atmosfere.
Tag:Damiano Andreini, Slowtuscany
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maggio 20th, 2008 di Chiara Fattori
Quando abbiamo deciso di fare la nostra casa editrice, ci siamo posti il problema di cui si discute tra l’altro anche qua, ovvero se internet, il peer-to-peer, il print on demand, e tutti gli annessi e i connessi, ci avrebbero penalizzato nella nostra attività. La conclusione è stata che no, assolutamente no, anzi.
Trovare un libro gratis on line non potrà mai impedire a qualcuno di comprarlo. Non si può leggere un intero romanzo a video e stamparlo ha comunque un costo elevato, e non si ha lo stesso prodotto. Chi ama leggere ama avere l’oggetto libro, non è come un cd o un dvd. Quindi chi legge i libri, li compra, al massimo se li fa prestare da qualcuno che li ha comprati.
Viceversa, la visibilità immediata, gratuita, che la rete può dare, specialmente a degli sconosciuti come noi, è incredibile e impensabile fino a poco tempo fa. Prima avremmo dovuto mettere annunci sui giornali, fare pubblicità, andare in giro a farsi conoscere. Cose che puoi fare ancora, certo, e che faremo, ma che costano, in termini di soldi, di tempo e energie, e che scoraggiano e riducono sul lastrico con grande facilità. La possibilità invece di farsi conoscere per mezzo dei blog, di mettere con grande facilità on-line e disponibili a tutti contenuti che promuovano le nostre opere, è senzaltro di grande aiuto per noi. E forse è proprio di questo che si preoccupano i “grandi” editori, visto che sono solo loro a lamentarsi.
Per quanto riguarda invece la possibilità di farsi il proprio libro da soli, anche qui non vedo cosa ci sia di male. Certo che si deve capire la differenza: una cosa è un prodotto che, come scrive l’amico Stefano in un articolo con cui sono solo parzialmente d’accordo, ha passato tutto l’iter completo della produzione editoriale, una cosa diversa sarà quello che viene fuori dopo un paio di click. Potrà essere anche bello, e magari grazie ai feedback positivi e alla visibilità un editore lo troverà, se non ne vale invece che problema c’è? In questo caso invece i veri danneggiati risulteranno gli editori on demand cartacei e a pagamento, dei quali, francamente, faremmo meglio tutti a infischiarcene.
Alla fine, tanto è solo il talento ad essere premiato, il talento, la buona fede, l’impegno, la professionalità. E poi se qualcuno si illude di essere uno scrittore perché ha messo on-line su Lulu il suo libro, o un lettore perché ha scaricato gratis Il codice da Vinci e poi non l’ha letto, poco male. O magari l’illusa sono io?
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maggio 13th, 2008 di Chiara Fattori
La fiera quest’anno me la sono voluta visitare tutta in lungo e in largo e, contrariamente a quello che sarebbe forse dovuto essere, da lettrice, e non da neo-editrice.
Ho seguito pochissime conferenze, e che non c’entravano niente con il mondo dell’editoria. Non ho distribuito biglietti da visita. Non mi sono presentata a nessuno. Ho fatto tanti acquisti d’impulso. E ho mangiato al ristorante etnico (il cous cous non era granché tra l’altro).
La verità è che lo scorso anno, quando andammo alla Fiera di Torino, avevamo appena maturato la nostra decisione di fare la casa editrice e mi buttai quindi a capo fitto in tutti gli incontri per “addetti ai lavori”, con il risultato di cadere nello sconforto. I relatori erano tutti responsabili delle “grandi”, che stavano lì a riflettere la loro realtà appunto di “grandi”, lontanissima anni luce da quella dei “piccoli” e, per loro, insignificanti inutili fastidiosi. Un tizio della Mondadori, parlando di distribuzione e librai, disse che loro il problema l’avevano risolto: si erano fatti le loro librerie. Il che sarà anche vero, ma non mi è sembrato un grande apporto alla discussione, visto che, a parte loro e altri tre, nessun altro editore si può fare le proprie librerie per distribuire così in tranquillità e senza intermediari i propri prodotti.
Insomma, ecco perché quest’anno ho evitato. E mi sono molto divertita. E mi è venuta anche qualche piccola idea.
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maggio 8th, 2008 di Chiara Fattori
Io e Manuele saremo alla Fiera del libro domenica. Staremo in giro, a curiosare, ascoltare, leggere, conoscere.
Per incontrarci potete contattarmi telefonicamente al numero che c’è qua nella pagina Intermezzi Editore.
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maggio 6th, 2008 di Chiara Fattori
Per fare libri non basta la passione per i libri: era una cosa che mi dicevano sempre ma che non la capisci veramente finché non la vivi. Per fare libri ci vuole la passione per le persone, prima di tutto, per le persone che scrivono e per quelle che leggono. Fortuna che quella, almeno credo, non mi è mai mancata.
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