Matteo Scandolin al BIRRA
agosto 4th, 2010 di Chiara FattoriQua sotto il video della presentazione di inutile allo scorso BIRRA, con Matteo Scandolin, autore di E’ tutto qui.
inutile @ BIRRA, Bologna 12 giugno 2010 from inutile on Vimeo.
Qua sotto il video della presentazione di inutile allo scorso BIRRA, con Matteo Scandolin, autore di E’ tutto qui.
inutile @ BIRRA, Bologna 12 giugno 2010 from inutile on Vimeo.
Il seguente articolo è stato scritto da Giampaolo Simi e pubblicato sul suo profilo Facebook.
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Se qualcuno ti dice che non sei un vero scrittore… (forse ha ragione).
di Giampaolo Simi
Poprio due giorni fa, in un’intervista, Tecla Dozio mi ribadiva la differenza fra gli “scrittori” e “quelli che scrivono”. Una differenza importante ma poco popolare, anche se esemplificabile con una similitudine semplicissima.
Io amo giocare al calcio. Ho tutto il diritto di farlo e infatti una o due volte alla settimana lo faccio. Per fare questo, talvolta, sostengo volentieri qualche spesa. Nessuno però paga per venirmi a veder giocare a calcio e di conseguenza nessuno mi paga per farlo. Perché? Perché sono oggettivamente una pippa. Lo ero a vent’anni e lo sono, a maggior ragione, adesso. Ma non mi importa: mi piace e nessuno deve impedirmi di farlo. Sarei però semplicemente patetico se nel mezzo di una cena mi definissi, magari con un pizzico di nonchalance, “un calciatore”. Sappiamo tutti chi è un calciatore: uno che viene pagato da una società sportiva per giocare al calcio. Che sia il San Bortolino o l’Inter fa un po’ di differenza nell’ingaggio e nel livello, certo, ma il discrimine è chiaro.
Io sono uno dei milioni di italiani che semplicemente “giocano al calcio”. Neppure il San Bortolino ha mai pensato che i miei piedoni a randello meritassero un rimborso spese di cinquanta euro al mese (lordi).
Oggi mi imbatto in una manchette sul sito de La Repubblica. Lo slogan inizia con una protasi castrante e angosciosa: “Se qualcuno ti dice che non sei un vero scrittore…” (“vero” è anche scritto in corpo maggiore, ad aumentare la frustrazione). Nell’apodosi però arriva il raggio di speranza, il grido di riscatto: “Mandalo in una libreria la Feltrinelli.” Per terminare con un ammiccante: “scopri com’è facile”.
E facile lo è. A patto di averci i soldi, ovvio. Mandi il file al server de Il mio libro (collegato a kataweb e al gruppo La Repubblica-Espresso), scegli il formato e la copertina, paghi e rievi le copie a casa. 50, 100, 500. Alcune di queste saranno disponibili nelle librerie Feltrinelli dove lo scettico e malevolo “qualcuno” potrà trovarlo e ordinarlo, per poi presentarsi alla prossima pizzata con la copia da farti autografare e mostrare ai commensali, ammettendo contrito: “Non credevo che il mio amico fosse un vero scrittore e, invece, guardate qua.”
A promuovere questo bieco malinteso non è qualche scaltro tipografo di provincia, ma sono due grandi gruppi editoriali italiani, per giunta situati in area progressista. Peccato che, alla fine della fiera, il concetto non proprio progressista è chiarissimo: per essere un “vero scrittore” basta che paghi. Non dico questo perché penso che sia volgare mischiare i soldi con la letteratura. Sono anzi convinto che ti puoi definire scrittore quando qualcuno ti paga e investe per pubblicare quello che hai scritto. Tanto o poco, fa la differenza, come nel calcio, ma il discrimine rimane chiaro.
Non è una difesa di una corporazione, perché questa corporazione non esiste e non esisterà mai: non esiste e non esisterà mai un albo o un’abilitazione professionale che consenta di esporre targhe di ottone con inciso “scrittore”. Ma proprio questa ragione funziona anche all’inverso: non è titolo che qualcuno ti possa vendere a qualche migliaia di euro, come una laurea o un diploma fasullo.
Chiamare poi questo outlet di illusioni una democratizzazione culturale al grido di “siamo tutti scrittori” è soltanto spalancare le porte al prossimo analfabetismo di massa, desertificare gli orizzonti culturali di un Paese già devastato da un ventennio di dittatura culturale dell’egotismo più estemporaneo.
“Se qualcuno ti dice che non sei un vero scrittore” meglio sarebbe, per esempio, chiedersi perché. Forse, in primo luogo, non sei mai stato un “vero lettore”. Di fronte a una grande pagina del tuo scrittore preferito, non hai mai provato quel misto di soggezione, godimento e riconoscenza che dovrebbe consigliarti il più sano dei pudori. Non sei mai stato immensamente felice, ma solo invidioso, come lo si è di un terno al lotto capitato a uno che stava giusto in fila di fronte a noi in ricevitoria. Non sei mai stato veramente, perdutamente innamorato della lettura, e ora non ti capaciti di come mai gli altri non amino perdutamente leggere te.
Spacciare un librificio per corrispondenza come una rivoluzione dal basso significa anche negare che esistano una competenza, un talento e un ruolo propri del narratore. Tutte cose che, invece, riconosciamo naturalmente a chi sa far crescere una vigna o delineare un piano di ammortamento, centrare l’angolino da trenta metri o far cantare quattro pistoni come se fossero nuovi.
Far arrapare centinaia di “veri scrittori on demand” al grido di “se l’hai scritto, va stampato” significa, in ultima istanza, abbracciare il core business dell’ideologia berlusconiana, cioè il suo velleitarismo più sordo e tracotante: nell’Italia in cui davvero tutti possono essere ministri, meglio se con delega al Nulla, perché non possiamo essere tutti scrittori?
Ieri sera nell’ambito del ciclo di incontri dello Spazio Cultura al Palio del Cuoio di Ponte a Egola (PI) Intermezzi ha incontrato degli specialisti in promozione della lettura: il Circolo di Lettura di San Miniato, una bellissima realtà reale di persone che si riuniscono tutti i mesi per discutere intorno a un tavolo e a un libro che tutti hanno letto.
Un circolo con ben 60 iscritti! A San Miniato! Che non so quanti conoscano San Miniato ma non è poi questo gran centro.
Comunque, parlando in modo informale e rilassato di libri, tra la musica del ballo liscio, i bomboloni e tutto il bello delle feste paesane intorno, sono venuti fuori spunti interessanti: come il concetto di “piccoli passi”, piccoli progetti, quasi un continuo faccia faccia per parlare con uno alla volta e trasmettere la passione, la voglia di prendere in mano un libro, di vincere la pigrizia e impegnarsi, perché leggere è faticoso.
C’è qualcosa che spesso “sfugge” a chi fa il mio mestiere, a chi ha a che fare ogni giorno con scrittori, con aspiranti tali pieni di boria, con istituzioni sorde, con librai scansafatiche, con la stampa e soprattutto con i conti da far tornare, gli investimenti da far rientrare e il continuo sconforto, per le vendite basse, per la difficoltà di distribuire, di promuovere. Questo qualcosa è il contatto con i lettori, la loro voce.
Noi cerchiamo continuamente di fare cose per i lettori (l’iniziativa degli anobiiiani, presentazioni…): piccoli passi, perché le persone che si riescono a raggiungere sono davvero pochissime, uno alla volta, appunto.
Però è dopo serate come quella di ieri che mi rendo conto di quello che è il mio lavoro davvero, non solo rispondere alle mail, al telefono, leggere la spazzatura che spesso arriva, litigare con le poste… E’ altro: è un lavoro artigianale e di costruzione, di piccoli, ma pesantissimi, tassellini che vengono aggiunti ogni giorno. E’ un gioco anche di resistenze, in cui non c’è poesia o eroismo, ma necessità di sopravvivere e di creare qualcosa che prima non c’era e che ci sarà ancora anche dopo di me.
Le nostre foto del Salone del Libro di Torino le trovate tutte su Flickr a questo indirizzo.
Commentate!

Una comunicazione di servizio.
Per chi volesse acquistare i nostri titoli dal sito, devo purtroppo comunicare che il pagamento tramite contrassegno è per il momento disattivato, causa la sospensione delle tariffe editoriali ridotte.
Resta la possibilità di acquisto senza spese di spedizione aggiunte con il pagamento tramite carta di credito o bonifico. Per il momento.
A breve aggiorneremo il sito.
Ci scusiamo con i lettori.
Dal 1 aprile (ieri) non esistono più tariffe ridotte per spedire libri ad uso di editori e librai: questo grazie ad un decreto interministeriale (qua) del 30 marzo.
Fino al 31 marzo Intermezzi, come i suoi colleghi editori, grandi o piccoli che fossero, poteva spedire in tutta Italia pieghi e pacchi contenenti i propri libri secondo il seguente piano tariffario:
Pieghi di libro (omologati e prelavorati)
fino a 2 kg: 0,6655 €
da 2 a 5 kg: 2,0556 €
Pacchi contenti libri (non ingombranti, omologati e prelavorati)
fino a 3 kg: 0,97 €
da 3 a 5 kg: 1,92 €
da 5 a 10 kg: 2,48 €
da 10 a 15 kg: 2,76 €
da 15 a 20 kg: 3,58 €
Da ieri, invece, ai libri che gli editori spediranno a lettori, distributori, ingrossi, librai, giornalisti ecc. saranno applicate le normali tariffe non agevolate.
Ovvero:
Pieghi di libro
fino a 2 kg: 1,2787 €
da 2 a 5 kg: 3,9530 €
Pacchi ordinari
da 0 a 20 kg: 7 €
Il provvedimento è stato improvviso, non annunciato, non discusso, tanto che in molti avevano pensato ad uno scherzo del primo aprile, ieri, o meglio ci speravano. Polillo, presidente dell’AIE si è dichiarato allibito e ha espresso la necessità di un ripristino delle tariffe e di un dialogo (qua).
E’ chiaro che questa mossa non c’entra nulla con la grande editoria, che non porterà nessun svantaggio a chi ha una rete capillare di distribuzione e punti vendita, come le major. Ma le conseguenze per la piccola e media editoria saranno invece importanti.
Per noi, ad esempio, che come noto lavoriamo senza un distributore affidandoci a librerie fiduciarie e a vendita online, lo scenario cambierà radicalmente.
Spedire tramite piego alla fine non è così più oneroso di prima, ma il piego, ricordo, non ha nessuna tracciabilità, è come una lettera non raccomandata e quindi in caso di smarrimento, non recapito ecc. non si può far nulla. Però, per spedire un solo libro o pochi di più possiamo utilizzarlo. Il problema, per noi, arriva per le spedizioni che facciamo superiori ai due chilogrammi, che non sono tanti (già con sette-otto volumi si superano) e questo tipo di spedizione è quella che facciamo in genere alle librerie fiduciarie che prendono i libri in conto deposito.
Fino ad ora, potendo sfruttare tariffe così basse, non facevamo pagare le spese di spedizione ai librai, anche a chi ci ordinava un solo libro, anche a chi lo pagava con contrassegno (che a noi costa 1,87 € in più), perché comunque rimanevamo dentro i costi. Non pagavano niente nemmeno le librerie che prendevano i libri in conto deposito. Non facevamo pagare di più nemmeno ai singoli lettori che acquistavano dal nostro sito.
Questo tipo di politica ci ha aiutato molto, perché all’inizio, quando nessuno ci conosceva e nessuno ci ascoltava, il poter ricevere i nostri libri senza pagare di più ha ben disposto le persone nei nostri confronti. Alcuni librai non ci avrebbero mai presi in considerazione: senza distributore e dovendosi pagare le spedizioni avrebbero rinunciato a tenere i nostri titoli o anche a richiederceli se glieli avessero ordinati, perché non sarebbe stato conveniente.
Quando abbiamo deciso di aprire la casa editrice sapevamo di questa possibilità di inviare a prezzi politici e abbiamo impostato l’intero nostro modello di business su questa possibilità. E come noi molti altri piccoli editori.
Adesso saremo costretti a rivedere tutto e qualcosa dovremo purtroppo cambiare, mi sa.
Non è mia abitudine lagnarmi perché il governo non mi aiuta. Ho sempre sostenuto che l’editoria, l’industria culturale, deve essere considerata a tutti gli effetti impresa e come tale esser trattata, non sono d’accordo con chi agisce diversamente, con chi fa impresa culturale nascosto dietro l’associazionismo e il cooperativismo pur di non pagare le tasse e di usufruire di maggiori aiuti statali, con chi fa pagare gli autori nascondendosi dietro la scusa che è difficile vendere i libri. Credo che chi fa i libri li debba vendere e debba fare impresa e cassa così come chi fa e vende qualsiasi altra cosa. Ma questa volta davvero non mi riesce di stare a guardare e zitta, perché questo decreto mina davvero alla base tutto quello che avevamo costruito fino ad ora, e non senza fatica, e soprattutto perché lo fa senza aver dato preavviso, senza aver spiegato i motivi o chiesto un parere.
Per ora si parla di “sospensione”, il direttore del nostro ufficio postale ci ha detto che ci presenterà un preventivo di accordo per abbassare un pochino quei 7 euro, spero davvero che verranno ripristinate delle tariffe agevolate.
Stiamo a vedere.
Per chi usa Facebook qua c’è una pagina, per chi frequenta o avesse voglia di cominciare a frequentare il BlaBla Hotel qui la discussione aperta.
I pacchetti per gli aNobiiani selezionati sono partiti dall’ufficio postale di Ponte a Egola, come testimonia la foto qua accanto, e arriveranno nei prossimi giorni alle loro varie destinazioni.
Mentre aspettiamo di ricevere i feedback dai nostri lettori, ecco qua un po’ di numeri, che piaceranno agli amanti delle statistiche
Candidature valide: 180
Selezionati: 50
Dei selezionati: 9 Uomini e 41 Donne
Regioni di provenienza:
Abruzzo: 1
Basilicata: 1
Campania: 2
Emila Romagna: 5
Friuli Venezia Giulia: 1
Lazio: 9
Liguria: 3
Lombardia: 7
Marche: 1
Molise: 1
Piemonte: 7
Puglia: 1
Sardegna: 1
Sicilia: 2
Toscana: 3
Veneto: 5
La percentuale di uomini e donne e la distribuzione regionale dei selezionati rispecchia quella delle domande totali, più o meno. Io rifletterei su questa stragrande maggioranza di adesioni femminili: che significherà?
Da oggi chi è socio di INUTILE » associazione culturale potrà avere uno sconto del 10% sui libri Intermezzi in catalogo da almeno sei mesi (al momento tutti escluso Il silenzio perfetto).
Una buona occasione per associarsi, quindi, ed acquistare un libro Intermezzi.
Aiutiamo chi fa cultura!
Qua tutte le info.
In questi giorni stiamo facendo la selezione per i nostri 50 lettori e naturalmente, come sempre accade, c’è stato qualche ritardatario, che ha visto la notizia e mandato la propria candidatura fuori tempo massimo. Dispiace, ma qua a Intermezzi rispettiamo le regole e non ci sono eccezioni e decreti speciali.
Così qualcuno, come l’adorabile figlia quasi undicenne del simpatico papà che ci ha scritto questa mail, deve rimanere esclusa.
Buongiorno,
ho una figlia, che sta per compiere 11 anni e che frequenta la quinta elementare.
E’ una lettrice assidua e molto veloce … In pochi giorni legge tomi tipo Harry Potter … (per fortuna esistono le biblioteche pubbliche).
Ama raccontare le storie che ha letto … con dovizia di dettagli …
Spesso presta i libri ai suoi compagni il che mi fa pensare che parli delle sue letture anche con gli amici (prevalentemente compagni di classe).Lei non sa che sto scrivendo questa mail. Vorrei sapere se il suo “profilo” rientra nel vostro interesse.
Scrivo questa mail perché penso che la sua passione sia preziosa e partecipare al vostro “club” potrebbe essere per lei un ulteriore stimolo …
Cordiali saluti.
Al papà qua sopra voglio dire che davvero la passione di sua figlia è preziosa e lo è anche la sua attenzione: auguro ad entrambi di non perdere mai né l’una né l’altra.
E’ l’ultimo giorno disponibile per partecipare alla nostra iniziativa “Intermezzi cerca lettori” (qui il bando e qui il gruppo su aNobii), quindi affrettatevi!
Ringraziamo, oltre a quelli che già avevano segnalato: Libri su libri, che ha fatto un post dedicato a noi qua e Loredana Lipperini che ieri ha parlato dell’iniziativa nelle pagine culturali di “La Repubblica” (clicca sull’immagine sotto per ingrandirla).
Questi sono gli ultimi giorni disponibili per mandare la propria candidatura e partecipare alla nostra selezione di “lettori”.
Un piccolo aggiornamento a chi può interessare: sono arrivate circa 150 mail, qua il gruppo di aNobii aperto per l’occasione si sta arricchendo di partecipanti, discussioni e chiarimenti, in giro si è parlato di noi, c’è a chi piace la cosa e a chi no, come sempre.
Hanno segnalato l’iniziativa:
Spaghi d’autore
Preferisco leggere
Sul romanzo
Booksblog
Appunti di scrittura creativa
Solo io e il silenzio
Una nuvola
Il taccuino di Sonnenbarke
Tapirulan
Bookcrossing Forum
E un bel po’ di altra gente su aNobii, twitter e Facebook.
Rinnovo l’invito a partecipare e a dire la vostra!
Usate aNobii? Siete lettori forti? Vi piace parlare di libri? Se leggete un libro bello tormentate i vostri amici fino a che non lo hanno letto anche loro? Allora siete i nostri lettori.
Partecipate alla selezione e potrete ricevere a casa due libri gratis. Leggete il bando qua sotto e diffondete!
[potete seguire gli sviluppi dell'iniziativa anche sul gruppo aNobiiano: qua]
INTERMEZZI EDITORE CERCA LETTORI ANOBIIANI
La nostra casa editrice è nata nel giugno 2008 a San Miniato, in provincia di Pisa. È una casa editrice indipendente e non a pagamento, ovvero non chiediamo agli autori di contribuire ai costi di produzione del libro né con denaro né con acquisto obbligatorio di copie.
All’attivo abbiamo otto pubblicazioni, tra le quali una guida racconto della nostra regione, una traduzione di un romanzo di un’autrice indiana e romanzi di autori esordienti ed emergenti italiani. Nel corso di questo anno e mezzo di attività abbiamo partecipato a fiere nazionali (Torino, Pisa, Roma), promosso i nostri libri con presentazioni, partecipazioni a eventi letterari, e promozione online, attraverso il nostro sito e i canali sociali.
Abbiamo deciso di accentuare quest’ultima via e di aumentare il numero di copie saggio dei nostri libri per destinarle però non a critici, giornalisti o promotori culturali ma ai lettori. Sceglieremo un campione di massimo cinquanta lettori e invieremo loro copie omaggio dei nostri libri, sperando così in una loro lettura libera, attenta e appassionata e li inviteremo, qualora abbiano trovato i volumi interessanti, a farli conoscere ai loro amici, nelle loro città, nei luoghi fisici e virtuali che frequentano.
Insomma: vogliamo lettori!
Di seguito il regolamento per partecipare alla selezione.
Vi aspettiamo!
Regolamento per partecipare alla selezione per “Intermezzi cerca lettori aNobiiani”:
1.Requisiti:
Il lettore che cerchiamo deve essere un lettore “forte”, assiduo, che ami i libri e le storie raccontate e che soprattutto ami parlarne. Il lettore che vogliamo deve essere “opinion leader”, deve avere l’abitudine di consigliare libri, invogliarne e sollecitarne l’acquisto e la lettura.
Dal momento che non potremo raggiungere facilmente tutti i lettori con queste caratteristiche sparsi per l’Italia, ci rivolgeremo a quelli che frequentano e che sono attivi sulla rete, in particolare ai lettori che frequentano il principale social network dedicato ai libri: aNobii.
2.Criteri di selezione:
Verranno selezionati massimo cinquanta lettori tra quelli che manderanno la loro richiesta entro e non oltre il 28 febbraio 2010. Verrà valutata la libreria su aNobii, il numero di titoli inseriti, votati, commentati, l’attività del lettore all’interno della comunità, il numero di amici e di vicini, la partecipazione ai gruppi. Inoltre verranno prese in considerazione anche eventuali attività online esterne al network: blog, forum, altri canali in cui si discute di libri e di lettura.
Seguiremo inoltre anche un criterio di distribuzione geografica, cercando di coprire, se possibile, tutte le regioni.
3.Come si partecipa:
Per partecipare alla selezione è necessario scrivere una mail a comunicazione@intermezzieditore.it che contenga nome, cognome, città, link alla libreria di aNobii, eventuali altri link che testimoniano l’attività online e una breve presentazione che metta in luce anche i gusti del lettore. Invitiamo anche a visitare il nostro catalogo all’indirizzo www.intermezzieditore.it e a indicare quali libri preferibilmente si desidererebbe leggere. In caso si conoscesse già la casa editrice e il catalogo, si chiede di indicare i volumi acquistati e letti e di darne una valutazione.
Verranno contattati solo i lettori selezionati. Ci scusiamo fin da subito con chi rimarrà escluso.
4.Cosa accadrà dopo:
Una volta che avremo selezionato i lettori procederemo con un primo invio di massimo due libri del nostro catalogo per lettore, scelti da noi considerando anche le preferenze espresse. I libri verranno spediti a nostre spese con pacco postale ordinario, all’indirizzo che ci verrà fornito dal lettore, e saranno da considerarsi omaggi gratuiti.
Tutti coloro che avranno partecipato alla selezione verranno automaticamente inseriti in un nostro data base di lettori, che utilizzeremo anche per eventuali invii successivi, e nella nostra newsletter di notizie riguardo la casa editrice.
La casa editrice utilizzerà i dati personali di tutti i partecipanti unicamente per la corretta e completa gestione delle iniziative sopra descritte e non saranno soggetti a ulteriori forme di diffusione.
5.Cosa chiediamo e cosa diamo in cambio:
I lettori selezionati non avranno alcun obbligo con la nostra casa editrice. Tutto quello che chiediamo è la cortesia di leggere i libri che riceveranno e di darcene un feedback. Non vogliamo lettori compiacenti a tutti i costi: speriamo che i nostri libri piacciano, ma se non fosse così ci farebbe piacere conoscerne i motivi per poter scegliere meglio in futuro.
Auspichiamo che qualora i libri incontrino il gusto dei nostri lettori, questi si impegneranno a farli conoscere, parlandone e promuovendoli, presso amici, librai di fiducia, bibliotecari, canali online, secondo i mezzi e i modi che a loro saranno più consoni. Nessuno riceverà alcun compenso per questa eventuale attività e svolgerla o meno sarà una libera scelta del lettore.
Segnalo un bel post che Marco Candida, l’autore di Il mostro della piscina, ha scritto sul suo blog.
Qua.