L’uomo che non esiste su Non solo shopping

Sul blog Non solo shopping è stata pubblicata una recensione a L’uomo che non esiste di Gianluca Mercadante (collana Ottantamila).
Qui, sotto un estratto.

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L’uomo che non esiste è Valerio Reale che, con la messa in azione delle direttive del Jobs Act, si ritrova a fare i conti con il non aver mai portato a termine la richiesta del tesserino di iscrizione all’albo dei giornalisti. Ora, nonostante i 10 anni di lavoro presso “Alter”, per la rivista e per il mondo del lavoro, Valerio non esiste.

Questo è l’avvio, ma da qui parte il volo pindarico o divertissement letterario di Mercadante che inanella una serie di avventure al limite del reale per il suo protagonista che si ritrova a fare i conti con il suo non essere più reale (e si, il cognome del protagonista non è certo scelto a caso!). Insomma, Valerio non esiste più e questa condizione gli permette di esplorare territori sconosciuti e al limite dell’irrealtà.

La vicenda serve poi a Mercadante per lanciare i suoi satirici dardi verso la nostra società e alcune delle problematiche che affliggono tutti noi, in modo particolare, quando la sveglia suona il lunedì mattina.
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Intervista a Chiara Fattori su Vita da editor

Chiara Fattori, editor e direttrice editoriale di Intermezzi, è stata intervistata da Giovanni Turi per il blog Vita da editor.

Qua.

Sotto un estratto.


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Quando avete creato Intermezzi Editore cosa vi distingueva dagli altri marchi esistenti e in che modo il vostro progetto è mutato negli anni?
Intermezzi era la casa editrice di tre trentenni con poca esperienza di questo mestiere ma con grande passione e voglia di fare. Abbiamo pubblicato testi che ci piacevano, che ci era piaciuto leggere e che speravamo potessero piacere anche ai lettori. Credo che questa freschezza e ingenuità si sentisse e che in qualche modo ci rendesse unici. Erano gli anni in cui i social network erano la grande novità e da amanti della rete cominciavamo a usarli, li usammo per far partire Intermezzi, per farla conoscere, e la cosa, devo ammettere, ci riuscì anche facile.
Negli anni siamo diventati iper-selettivi nella scelta del materiale: avendo poco tempo da dedicare a questa attività, pubblichiamo solo quello che ci convince di più, dedicandoci soprattutto alla nostra collana di narrativa breve in e-book, Ottantamila, storie che non superano le 80.000 battute, una misura atipica per il cartaceo, soprattutto perché difficilmente sostenibile, ma che si adatta molto bene al supporto digitale e ai ritmi di vita che molti lettori hanno, e sinceramente si adatta anche molto bene a una editor part-time come sono io.

Come si conciliano il lavoro di insegnante e quello di direttore editoriale ed editor? Se fosse stato economicamente sostenibile, avresti voluto lavorare a tempo pieno in ambito editoriale o i due percorsi vanno in parallelo?
Come sempre quando si fanno più cose insieme, queste si conciliano male. L’insegnamento è comunque un’attività che concede delle ore libere e possibilità di dedicarsi anche ad altro. Se potessi mi dedicherei solo all’editoria, naturalmente, ma è anche vero che lavorando a scuola si ha la possibilità di godere di un osservatorio straordinario. Ti passa davanti di tutto, ti trovi ad affrontare situazioni pazzesche, è un tipo di esperienza che non può che far bene a qualsiasi altra occupazione e mette tutto in una prospettiva più realistica, più vera: quando si frequenta un solo tipo di persone e un solo ambito lavorativo ci si chiude, si diventa troppo autoreferenziali.
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Noi che salvammo il mondo a Ivan Drago su Mangialibri

Milena Lazier recensisce Noi che salvammo il mondo a Ivan Drago di Andrea Malabaila (collana Ottantamila) su Mangialibri.

Qui.

Di seguito un estratto.

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Piccolo pamphlet amarcord in formato ebook per raccontarci un po’ di quel “noi che negli anni ‘80…”. Andrea Malabaila con ironia e leggerezza rievoca e a suo modo celebra una generazione, quella di chi era adolescente o quasi all’epoca della “seconda” Guerra Fredda, quando i russi erano gente cattiva e gli americani erano i buoni. Quando gli americani esportavano in tutto il mondo la Disney, i film di Spielberg, Star Wars, Ritorno al futuro, Ghostbusters e i fast-food. E i russi erano personificati da Ivan Drago, dalla minaccia nucleare e dall’imminente fine del mondo. Non è un caso che i personaggi di questa storia ricordino tanto i Goonies e, perché no, anche i ragazzi di Stand by me. Filippo, Jabbar e Panino scoprono di avere una missione e guidati da un improbabile nonno non troppo pacifista dovranno salvare il mondo, affrontando anche i terribili bulli della scuola. Insomma un racconto divertente e senza pretese, che farà sorridere chi in quel decennio è stato bambino.
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Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago su Satisfiction

Margi De Filpo recensisce Noi che salvammo il mondo a Ivan Drago di Andrea Malabaila (collana Ottantamila) su Satisfiction.

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Di seguito un estratto.

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Pur nella sua semplicità, la storia scorre e si lascia leggere tutta d’un fiato. Un po’ perché la scrittura di Andrea è piacevole, lineare e cristallina e alcune sue espressioni tradiscono una sensibilità articolata e complessa anche quando a farla da padrone e l’immaginazione di un bimbo avventuroso, un po’ perché Andrea è stato bravo a costruire un mondo disneyano in cui non esistono genitori stanchi e complessati, regole o divieti, ma solo l’affetto di nonni pittoreschi e bislacchi. Andrea non scrive un capolavoro e non ha la pretesa di fare letteratura qui, ci regala il suo sogno di far parte di un mondo che esisteva quando lui era troppo piccolo per argomentarlo. E in questa sua delicata nostalgia riesce a far tornare bambini, per un po’, anche noi.
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Presentazione di Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago a Torino

Sabato 24 settembre alle ore 18:30 a Torino, quartiere Le Vallette, all’interno della manifestazione Le Vallette vanno lette – Festa dei libri e dei lettori, sarà presentato Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago di Andrea Malabaila (collana Ottantamila).

Con l’autore interviene lo scrittore Vito Ferro.

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L’uomo che non esiste su Sul romanzo

Mirko Tondi recensisce L’uomo che non esiste di Gianluca Mercadante (collana Ottantamila) su Sul romanzo.

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Sotto un estratto.

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Ma il problema identitario è solo una componente. Netta e ben distinguibile l’impronta delle occasioni mancate. Il riferimento ad Alice e allo specchio invece porta dritti al tema del doppio, così come in certi racconti di Julio Cortázar, dove la linea tra sé e l’altro diventa di difficile demarcazione (basterà citare dei brevi capolavori come Continuità dei parchi, Diario di Alina Reyes, Notte supina).

Fin da subito è poi chiara la matrice pirandelliana dell’opera (con la citazione da Il fu Mattia Pascal già in epigrafe), ma ci sono anche rimandi kafkiani (l’insidia burocratica) e riflessioni filosofiche alla Sartre («Il depresso è un daltonico esistenziale» oppure le domande «Chi sono le persone? Ognuna di queste vite ambulanti, da dove proviene? Quale storia ha avuto, fino ad oggi? E soprattutto: saprebbe dire di se stessa chi è e chi non è?»).

Infine, ad arricchire una prosa che gode di una certa pulizia stilistica, qualche frase a effetto condita da una persistente ironia («Se le persone parlassero coi sottotitoli, ci troveremmo ad affrontare la più grande emergenza sociale mai riscontrata a livello planetario. Il silenzio non è d’oro: è un’assicurazione sulla vecchiaia»).
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Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago su Sul romanzo

Annamaria Trevale recensisce Noi che salvammo il mondo a Ivan Drago di Andrea Malabaila (collana Ottantamila) su Sul romanzo.

Qui.

Di seguito un estratto.

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Il mondo descritto da Malabaila (che è nato nel 1977), senza dubbio filtrato dalla nostalgia di chi era effettivamente ragazzino in quegli anni, appare ai lettori di oggi più remoto di quanto si possa pensare, perché i trent’anni trascorsi dall’ultimo passaggio della cometa di Halley sono stati fitti di mutamenti in tutti i settori. La cruciale importanza che un telefono a gettoni assume nel corso della vicenda potrà forse far sorridere i tredicenni di oggi, nati e cresciuti tra computer e cellulari.

Per chi non l’ha vissuta, e sta crescendo in un mondo che cambia sempre più in fretta, tra guerre sparse e alleanze che si formano e si sciolgono nel giro di poco tempo, potrà non essere semplice comprendere la rigidità della situazione geopolitica del mondo occidentale, diviso in due blocchi statici e contrapposti, che pure ha dominato buona parte del ventesimo secolo. Eppure, nel 1986, era assolutamente impossibile prevedere che la caduta del muro di Berlino, con la successiva e rapida dissoluzione dell’impero sovietico, avvenuta appena tre anni dopo, avrebbe segnato non “la fine della storia”, ma l’inizio di una nuova era, decisamente tormentata e di cui non conosciamo i possibili sviluppi.

È comunque possibile lasciarsi catturare dalla piacevole storia di Malabaila, che non mancherà di risvegliare le nostalgie di chi ricorda l’evento epocale della cometa di Halley, di chi è cresciuto nei sempre un po’ bistrattati anni Ottanta, e soprattutto di chi allora aveva l’età dei simpatici protagonisti di Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago.

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Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago su Gli amanti dei libri

Claudio Della Pietà recensisce Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago di Andrea Malabaila (collana Ottantamila) su Gli amanti dei libri.

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Sotto un estratto.

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Il gruppetto di ragazzi che ruota attorno a Panino ha bisogno di aiuto, di sostegno, di risposte. Accadono fatti imprevisti e inspiegabili, oltre a banali liti tra ragazzi, e allora la presenza saggia (?) di un nonno, pare indispensabile o quanto meno incoraggiante.
I genitori vengono messi da parte, il gruppo si affida ciecamente al nonno il quale, abilissimo nell’arte del racconto, così come il nostro autore, conduce per mano i ragazzi addirittura alla scoperta di un tesoro, fornendo loro una mappa redatta su fogli di Scottex anzichè la vetusta pergamena, una mappa precisissima.
Andrea inserisce nella sua storia, in modo estremamente calibrato, ironico ma non irriverente, bene e male, elementi essenziali. Li dosa con gusto e passione, e realizza una narrazione dolce ma nello stesso tempo molto, molto saporita. Una storia per palati fini. Leggetela.
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L’uomo che non esiste su CriticissimaMente

CriticissimaMente recensisce L’uomo che non esiste di Gianluca Mercadante (collana Ottantamila).

Qui, sotto un estratto.

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Il racconto è breve e scorrevole, il linguaggio dell’autore tende a confondere il lettore, senza tuttavia metterlo a disagio. Giocare sui tempi e sfruttare gli specchi come trampolino di lancio verso l’ignoto e il dubbio, funziona sia dal punto di vista narrativo che interpretativo.
Anche perché, per dirla alla Mercadante, “alzi la mano chi” non si è mai fermato davanti allo specchio e c’ha visto dentro la solita faccia, la solita giornata…

Consigliato?
Più che sì.
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L’uomo che non esiste su Mangialibri

Renzo Brollo recensisce L’uomo che non esiste di Gianluca Mercadante (collana Ottantamila) su Mangialibri.

Qui.

Sotto un estratto.

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Racconto surreale lungo, più che romanzo, quello di Gianluca Mercadante, che gioca con il destino e gli scherzi della mente, richiamando un po’ l’idea delle famose e cinematografiche porte scorrevoli di una metro che uno fa o non fa in tempo a prendere, modificando così il percorso di una vita intera. In questo caso le porte scorrevoli sono dentro la testa di Valerio e forse la depressione latente fa da Caronte, traghettando l’ex cronista in una realtà ipotetica e possibile, ma della quale lui non conosce nulla. Lo specchio e il proprio riflesso, come una nuova versione maschile e adulta di Alice nel Paese delle Meraviglie, sono le chiavi che permettono l’entrata e l’uscita da questo mondo, dentro il quale Valerio si ritrova catapultato e prigioniero. Nel testo torna anche il concetto di attimo fuggente, come se il protagonista del racconto non avesse mai approfittato delle occasioni, rimandando pigramente tutto all’indomani. L’amore per Ileana, il riconoscimento di giornalista professionista, tutto è passato e le tracce ora sono confuse, ma Valerio, nemmeno così sembra rammaricarsene.
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Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago su D-mag

Danilo Zagaria scrive un articolo su Andrea Malabaila e sul suo Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago (collana Ottantamila) su D-mag, periodico quattordicinale di cultura.

Qua l’articolo completo. Sotto un estratto.

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La sua ultima fatica sulla media distanza è Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago, pubblicata da Intermezzi Editori nella collana 80000: serie di romanzi brevi (o racconti lunghi) in cui figurano i lavori di autori italiani del calibro di Gianluca Morozzi, Gianluca Mercadante e Paolo Zardi. La storia di Andrea prende avvio, ancora una volta, dalla città della Mole, dove un gruppo di ragazzini deve fare i conti con le conseguenze del passaggio della cometa di Halley, datato 1986, e il mondo che li circonda, ancora diviso in blocchi. Da un lato l’influsso americano della Disney, dei Goonies, di Ritorno al futuro e dall’altra i comunisti, la cui minaccia è personificata, nelle menti dei protagonisti, dal temibile Ivan Drago, nemico del celebre pugile a stelle e strisce Rocky Balboa.

Continuo a ritenere Andrea uno scrittore particolarmente capace nell’evocare atmosfere passate e in grado di utilizzare al meglio l’immaginario pop degli ultimi decenni.
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